Un’avventura ai piedi del “Re di Pietra”: tre giorni di trekking attorno al Monviso tra sorgenti leggendarie, laghi glaciali, albe indimenticabili e sentieri sospesi tra Italia e Francia. Un percorso ad anello che unisce panorami spettacolari, storia millenaria e natura selvaggia.
Perfetto per chi vuole vivere un’esperienza intensa, autentica e… da ricordare per sempre.
E
Monviso
3 giorni
Distanza
35 km
Dislivello
2.375 m
Durata
3 giorni
Impegno Richiesto
Un’avventura ai piedi del “Re di Pietra”: tre giorni di trekking attorno al Monviso tra sorgenti leggendarie, laghi glaciali, albe indimenticabili e sentieri sospesi tra Italia e Francia. Un percorso ad anello che unisce panorami spettacolari, storia millenaria e natura selvaggia.
Perfetto per chi vuole vivere un’esperienza intensa, autentica e… da ricordare per sempre.

1) Pian del Re – Rifugio Sella
Lunghezza 7 km. Dislivello 730 d+, 85 d-
Iniziamo il tour andando alla scoperta delle sorgenti del fiume Po.
Un luogo suggestivo dove le acque del fiume più lungo d’Italia, sgorgano dalla roccia ed iniziano la loro discesa verso la Pianura Padana.
Verdi vallate e picchi rocciosi ci accompagneranno sino al Rifugio Quintino Sella situato a 2640 metri di altitudine
dove pernotteremo.
2) Rifugio Sella – Rifugio Vallanta
Lunghezza 14 km. Dislivello 750+, 950-
La tappa di oggi sarà di gran soddisfazione ed inizierà ancor prima del sorgere del sole, aspetteremo infatti l’alba e godremo di questo meraviglioso spettacolo.
Dopo una buona colazione Inizieremo a camminare ed attraverseremo sentieri che costeggiano laghi glaciali per addentrarci poi nel famoso bosco di pini cembri e giungere poi al Rifugio Vallanta dove pernotteremo.
3) Rifugio Vallanta – Pian del Re
Lunghezza 13 km. Dislivello 900 d+, 1.315 d-
Anche se oggi sarà l’ultimo giorno di questo magnifico trekking, assaporeremo ogni istante della giornata
cambiando più volte lo scenario, passando da ambienti detritici a verdi vallate e pendii prativi.
Varcheremo il confine francese per poi tornare in Italia attraversando il famoso “Buco di Viso”, il primo traforo scavato nella roccia, la cui costruzione risale al 1480 per poi scendere e ricongiungerci al punto di partenza dove troveremo le nostre auto.
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